I nuovi incentivi per Industria 4.0

Cosa rimane valido per il 2022 e per il periodo di proroga 2023-2025.

Dopo alcuni anni in cui l’originale ‘Piano Calenda’ (Piano Nazionale Industria 4.0), poi evoluto in Impresa 4.0 e infine Transizione 4.0, ha prodotto un significativo impulso nella modernizzazione del parco delle macchine utensili delle industrie italiane, anche il 2021 si è rivelato un anno decisamente positivo per l’industria italiana della macchina utensile, robotica e automazione, con una produzione in crescita del 22,1% a 6,3 miliardi di euro. Secondo le previsioni del centro studi Ucimu-Sistemi per produrre, il trend di crescita proseguirà anche nel 2022, con il pieno recupero del terreno perso con la pandemia, e riusciremo a tornare ai livelli record del 2018 perché il mercato, specialmente quello interno, è ancora in espansione. Nel 2022 la produzione crescerà a circa 7 miliardi (+10,9% rispetto al 2021), trainata dal recupero delle esportazioni che si attesteranno a 3,6 miliardi (+7,7%) e dall’incremento delle consegne sul mercato interno di macchinari prodotti da aziende italiane (3,4 miliardi di euro, +14,5%). Anche il consumo nel mercato interno continuerà a crescere attestandosi a 5,2 miliardi (+12,1%).

Per continuare a supportare questa crescita, la nuova legge di bilancio 2022 prevede il proseguimento degli incentivi per i beni materiali e immateriali, se pure in minore misura rispetto ai livelli del 2021.

Gli acquisti di beni funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello ‘Industria 4.0’ e di beni immateriali connessi, come software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, saranno agevolati fino al 31 dicembre 2025 e, se sono soddisfatte le condizioni illustrate nel seguito, fino al 30 giugno 2026.

Il comma 44 dell’articolo 1, della legge di bilancio 2022 (legge 234/2021), ha modificato la disciplina dettata dall’articolo 1, comma 1051 e seguenti della legge di bilancio 2021 (legge n. 178/2020) come illustrato nel seguito.

Beni materiali

Gli incentivi per gli investimenti in beni materiali nuovi, destinati a strutture produttive ubicate nel territorio nazionale e funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese secondo il modello Industria 4.0 (allegato A alla legge 232/2016), sono prorogati per altre tre annualità (dal 2023 al 2025), anche se con un’intensità minore.

Possono accedervi tutte le imprese residenti in Italia, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito. La fruizione del beneficio è subordinata al rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori. Ne sono invece escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive (articolo 9, comma 2, Dlgs 231/2001) e quelle in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo o altra procedura concorsuale.

Disciplina per l’anno 2022

Nessuna modifica in riferimento al periodo d’imposta 2022, già regolamentato dalla scorsa legge di bilancio. Pertanto, per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 (ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione), il credito d’imposta spetta nella misura del:

– 40% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

– 20%, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni.

– 10%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino a 20 milioni, limite massimo di costi complessivamente ammissibili.

Disciplina per gli anni 2023-2025

La proroga per le tre successive annualità sancita dalla legge di bilancio prevede una rimodulazione del credito d’imposta connesso agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2013 e fino al 31 dicembre 2025 (ovvero fino al 30 giugno 2026, a condizione che entro il 31 dicembre 2025 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione). Il bonus è riconosciuto nella misura del:

– 20% del costo, per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro.

– 10%, per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni.

– 5%, per la quota oltre i 10 milioni di euro e fino al limite massimo di 20 milioni.

Beni immateriali

Lo stesso prolungamento di tre anni, con progressiva riduzione dell’entità del bonus, riguarda anche l’agevolazione per gli investimenti in beni immateriali ‘Industria 4.0’ (allegato B alla legge 232/2016).

In particolare, sono agevolabili le spese per software, sistemi e system integration, piattaforme e applicazioni, nonché per servizi relativi all’utilizzo di tali beni mediante soluzioni di cloud computing, per la quota imputabile per competenza.

Disciplina per l’anno 2022

Per il periodo d’imposta 2022 resta applicabile, senza modifiche, il regime dettato dalla legge di bilancio 2021: il credito d’imposta relativo agli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2022 (ovvero fino al 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 l’ordine risulti accettato dal venditore e siano stati pagati acconti in misura pari almeno al 20%) spetta nella misura del 20% del costo, entro il limite massimo di spese ammissibili pari a un milione di euro.

Disciplina per gli anni 2023-2025

Per il triennio di proroga, il bonus è confermato nella stessa misura del 20% soltanto per il primo periodo d’imposta (2023), mentre nei due successivi, fermo restando il limite massimo annuale di un milione di euro di costi ammissibili, è ridimensionato, in ognuno di essi, di cinque punti percentuali. Pertanto, spetta nella misura del:

– 20% per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2023 (ovvero fino al 30 giugno 2024, a condizione che entro il 31 dicembre 2023 l’ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti per almeno il 20% del costo di acquisizione).

– 15% per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2024 (ovvero fino al 30 giugno 2025, a condizione che entro il 31 dicembre 2024 risultino perfezionati ordine e acconto per almeno il 20%.

– 10% per gli investimenti effettuati fino al 31 dicembre 2025 (o fino al 30 giugno 2026, a condizione che entro il 31 dicembre 2025 risultino perfezionati ordine e acconto per almeno il 20%).

Le percentuali dei costi dei beni e i massimali degli investimenti per periodo agevolativo sono riassunti nella tabella pubblicata in questa pagina.

Anche nel 2022-2025 sarà possibile usufruire del credito immediatamente nell’anno dell’investimento e dell’interconnessione della macchina, senza attendere l’anno successivo.

Esso è cumulabile con altre agevolazioni (per esempio quelle in vigore nelle regioni del Sud Italia) a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo totale sostenuto.

Sono da considerare alcuni adempimenti burocratici obbligatori:

– le imprese che godono delle agevolazioni 2022 devono effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico (MISE – www.mise.gov.it).

– la perizia asseverata (o attestazione da ente) è obbligatoria per beni con valore superiore o uguale a 300.000 euro.

– le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati devono contenere l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 1054 a 1058 – ter dell’art.1 della Legge 178 del 30 dicembre 2020 come modificata dalla legge 234/2021 Art.1, comma 44.

Nuova Sabatini

Nella legge di bilancio 2022 sono stati stanziati ulteriori 900 milioni di euro per assicurare la continuità operativa della misura ‘Nuova Sabatini’, che persegue l’obiettivo di rafforzare il sistema produttivo e competitivo delle PMI, attraverso l’accesso al credito finalizzato all’acquisto, o acquisizione in leasing, di beni materiali (macchinari, impianti, beni strumentali d’impresa, attrezzature nuovi di fabbrica e hardware) o immateriali (software e tecnologie digitali) per uso produttivo.


Giancarlo Magnaghi

Laureato in ingegneria elettronica è stato co-fondatore, Direttore Tecnico e Marketing di Data General Italia e in seguito dirigente nel gruppo Olivetti, ricoprendo varie posizioni di responsabilità. Attualmente è titolare della società di consulenza Studio Magnaghi (www.studiomagnaghi.it); direttore tecnico della soc. Cherry Consulting (www.cherrycon...

Office Automation è il periodico di comunicazione, edito da Soiel International in versione cartacea e on-line, dedicato ai temi dell’ICT e delle soluzioni per il digitale.


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