Le nuove frontiere dell’interconnessione

Questo è il tema della tavola rotonda organizzata da Equinix a Settimo Milanese, presso la sede del Data Center ML5, in collaborazione con Soiel International.

Il mercato della connettività è cresciuto, negli ultimi anni, anche a causa della pandemia. Ora, in fase post pandemica, ci troviamo di fronte a un business che è diventato ormai digitale a tutti gli effetti, in sempre più settori. Questo scenario si caratterizza per uno scambio di dati costante che può viaggiare su Internet, ma non solo. Di fatto è possibile prevedere uno scambio diretto e privato di dati tra le organizzazioni oltre all’abilitazione di piattaforme e servizi a supporto, tramite soluzioni e servizi di interconnessione, studiati, per esempio per abilitare un dimensionamento sicuro del cloud, nonché un’integrazione avanzata dei servizi digitali e delle connessioni private con le risorse in colocation.

Per confrontarsi su questo tema e sulle opportunità che questo tipo di approccio può offrire alle imprese, Equinix, insieme a Soiel International, ha organizzato a Settimo Milanese (Mi), presso la sede del Data Center ML5 di Equinix, una tavola rotonda sul tema delle nuove frontiere dell’interconnessione. L’incontro, moderato da Paolo Morati, giornalista di Office Automation, ha visto la partecipazione di due aziende con caratteristiche differenti tra loro, che hanno dibattuto sul tema insieme a Equinix.

Queste sono le tre domande che hanno fatto da spunto al dibattito:

1. Secondo alcune recenti indagini si stima che la larghezza di banda dell’interconnessione globale – che prevede lo scambio di dati privati tra aziende – crescerà a un tasso doppio rispetto a quello del traffico Internet. Qual è la vostra opinione su questi trend, qual è la vostra strategia attuale e quale ruolo gioca, o pensate potrebbe giocare, l’adozione di un’architettura orientata all’interconnessione nei vostri progetti?

3. Oggi ci troviamo di fronte a una mole di dati intelligenti e in mobilità senza precedenti che aprono nuove opportunità alla cosiddetta ‘co-innovation’. Come immaginate il prendere forma di questa tendenza nei prossimi anni e quali potrebbero essere gli effetti dell’utilizzo di un’infrastruttura interconnessa rafforzata dai servizi digitali sulla definizione di soluzioni per la trasformazione del vostro settore?

2. La costituzione di un ecosistema del mondo dell’interconnessione necessita di una strategia in grado di coinvolgere una molteplicità di attori chiave. In uno scenario in costante evoluzione come ritenete stia cambiando l’ecosistema dei partner in termini di OEM, technology vendor, system integrator, cloud service provider? Quali prospettive intravedete in questa evoluzione e quali sono le risposte che il mercato deve dare per soddisfare le vostre esigenze?

Luigi Pellegrini

Responsabile Direzione Centrale Operations di ARIA

ARIA è l’Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti posseduta al 100% da Regione Lombardia, nata dalla fusione di quattro società regionali a totale partecipazione pubblica, tra cui Lombardia Informatica, la storica digital company di Regione Lombardia. Oggi Aria si occupa di governare la spesa pubblica, di sviluppare progetti strategici per le più importanti opere infrastrutturali della Lombardia, di promuovere l’offerta turistica lombarda, oltre a progettare, realizzare e gestire servizi digitali per la Regione sia in ambito sanitario, sia in altri settori.

Sono circa 700 i servizi di Information & Communication Technology da noi gestiti. La gestione dell’interconnessione è fondamentale poiché i servizi erogati sono distribuiti su tutto il territorio della Regione Lombardia.

Secondo Gartner, la crescita del mercato della connettività, a livello mondiale, è stata dell’1,5% tra il 2021 e il 2022, un valore non elevato, che può essere interpretato come un risultato della forte crescita avvenuta nel periodo della pandemia. Il valore del mercato della connettività Internet, tuttavia, tra il 2022 e il 2026 è stimato a quota +3%. La crescita della cloud connectivity e della connettività SD-WAN, è del 20% circa. Il mercato si sta dunque spostando in questa direzione, e così sta facendo ARIA. Stiamo inoltre portando i nostri servizi sul cloud per poter sfruttare tutte le potenzialità che esso offre. Dai servizi per la sanità, ai servizi per i cittadini e le imprese, ci si aspetta che ogni servizio possa essere raggiunto sempre e con facilità. Per garantire tutto questo, ci stiamo muovendo su tre direzioni: resilienza, sicurezza, distribuzione geografica.

Perchè ci sia resilienza è importante, oltre che ridondare i sistemi di rete e sicurezza, non appoggiarsi su un solo network provider. Riguardo alla sicurezza, l’approccio che si sta perseguendo è quello dello ‘zero trust’. Particolare attenzione è poi rivolta alla problematica della possibile profilazione occulta a carico dei cloud service provider e alla capacità di gestione immediata degli attacchi da parte di organizzazioni esterne.

Relativamente alla distribuzione geografica, abbiamo 40 aziende sanitarie e oltre 100 mila operatori distribuiti sul territorio. Alcuni sono impiegati nelle aziende sanitarie e altri, come i medici di base, i pediatri e i farmacisti lavorano sul territorio.

In Lombardia troviamo una morfologia diversificata: pianura, laghi, valli e montagne, non tutti i territori sono uguali. Di conseguenza, in certi casi ci scontriamo con il digital divide, perché in alcune aree è più difficile arrivare. Raggiungere tutti in sicurezza è fondamentale, ma non è banale.

Stiamo potenziando le linee a tutti i medici sul territorio regionale e alle aziende sanitarie nell’ambito di un più ampio progetto di aggiornamento dell’infrastruttura SISS, ma alcune aree non hanno ancora raggiunto una copertura adeguata.

Dal mercato ci aspettiamo competenza. Il nostro ruolo è scrivere i capitolati di gara, selezionare i fornitori e gestire il contratto. Parlando di connettività, è necessario affidarsi a realtà esterne competenti su reti e sicurezza. Non sempre, però è facile trovare le competenze necessarie. Oltre ai cloud service provider servono i communication service provider, figure che oggi scarseggiano ma cresceranno di numero.

I muri perimetrali che le aziende avevano, con la connettività odierna sono spariti. Tutto questo facilita innovazione e co-innovazione, perché lo scambio di dati avviene anche quando le aziende non vogliono. Si crea una ‘cross fertilization’ tra persone e ambienti diversi, che permette lo scambio di idee e la costruzione di soluzioni. Pubblichiamo i dati di cui abbiamo l’autorizzazione sul portale Open Data Lombardia, ma si potrebbe fare di più, perché i dati favoriscono i processi di co-innovation. Un altro ambito su cui lavoriamo è quello dei Data as a Service, che forniamo in modalità circoscritta e anonima agli enti di ricerca sanitari.

Da una parte c’è la tecnologia, dall’altra la capacità di gestire una progettualità in cui privacy e sicurezza sono rilevanti. Per fare co-innovation in modo vincente sono però necessarie capacità di governance per costruire servizi evoluti.

Emanuele Carlino

IT Infrastructure Services Engineer di Maire Tecnimont

Maire Tecnimont è un gruppo societario italiano attivo nei settori ingegneristico, tecnologico ed energetico. Lavoriamo in tutti i continenti, riqualificando vecchi siti industriali, dando supporto a costruirne di nuovi e siamo in prima linea nel campo della trasformazione energetica. Per esempio, ci stiamo occupando molto della valorizzazione dell’energia green. Nell’ultimo anno stiamo lavorando particolarmente sui data center a impatto zero. Ci stiamo occupando di tutto questo con buoni risultati. Abbiamo ottenuto diversi riconoscimenti e il trend ha iniziato a crescere.

Abbiamo abbandonato le tecnologie di interconnessione più legacy e ci siamo orientati verso soluzioni software defined e zero trust. Non in tutti i Paesi in cui siamo attivi è facile operare; lavoriamo in siti spesso remoti e difficili da raggiungere con la tecnologia. Spesso la connettività in fibra non è disponibile, in molti casi l’unica tecnologia è la connettività con ponti radio, quindi dobbiamo massimizzare l’efficienza e la raggiungibilità dei nostri servizi.

Quando parte un cantiere, è fondamentale disporre di connettività Internet. Cerchiamo di collaborare a 360° con varie società per avere il meglio in ambito connettività, ma in alcuni Paesi bisogna considerare anche le politiche locali.

Per esempio, se un cliente vuole utilizzare la tecnologia 5G in un determinato Paese, ma in quel luogo le leggi non lo permettono, a quel punto sarà necessario rivedere i piani e disporre una connettività con la tecnologia disponibile.

Per le attività di manutenzione utilizziamo molto la tecnologia, per controlli a distanza. Abbiamo molti ingegneri in giro per il mondo e non tutti possono essere disponibili fisicamente nei luoghi in cui siamo coinvolti.  Stiamo anche valutando alcune tecnologie per attività di tipo predittivo. L’IT è sempre più in sinergia con OT e Industria 4.0.

Per fare un esempio, stiamo lavorando in un cantiere che coinvolge circa mille persone attive in tre uffici differenti, riusciamo a gestire tutto da Milano con l’aiuto di IT locali e partner.

La tecnologia va molto veloce rispetto al servizio a supporto, il servizio spesso e volentieri non supporta mai completamente la tecnologia. A volte accade che tecnologie bellissime sulla carta, nella realtà, calate sui clienti non sono così malleabili e davvero applicabili.

Molte persone, entrate nel mondo del lavoro IT agli inizi degli Anni 2000, si sono perse in un mondo con poca professionalità e scarsa formazione. Mancano spesso competenze dirette, servirebbero training e formazione nelle aree ICT. Cerchiamo di lavorare molto su start up, piccole società in grado di fornire tecnologie e competenze.

Si è sempre parlato molto dell’importanza del lavorare in partnership. Si cerca sempre di convergere verso una partnership che oltre al system integrator coinvolge più figure.

Succede a volte che potenziali partner tecnologici che propongono tecnologie e prodotti non sono in grado di fornire supporto coerente con le tecnologie proposte.

Fortunatamente non tutti i partner sono così e dalla collaborazione nascono progetti interessanti.

Spesso e volentieri riesco a parlare meno di IT e più di innovazione.

L’opinione di Equinix

Emmanuel Becker

Managing Director per l’Italia di Equinix

Le due aziende intervenute hanno in comune la volontà di ricercare la flessibilità e di riorganizzare la propria connettività indipendentemente dall’avere punti di connessione in Lombardia o sparsi per il mondo.

Un problema emerso è quello dei dati, a volte molto pesanti. Fondamentale è poter diffondere questi dati dove è necessario, ma non sempre il network lo permette. Usufruire dei dati in modo distribuito è molto importante; per questo è determinante trovare soluzioni che consentano la diffusione delle informazioni anche dove le tecnologie di connettività disponibili non sono del tutto evolute.

La flessibilità, la capacità di rimodellare le infrastrutture di connessione sono necessità sempre più sentite, che vengono richieste ad aziende come la nostra, attiva nel settore tecnologico.

Un tempo le imprese ICT realizzavano architetture destinate a durare anche una decina d’anni. Oggi le aziende clienti richiedono architetture modificabili anche entro 12 mesi, perché le esigenze sono in continua evoluzione; la flessibilità diventa, di conseguenza, un requisito fondamentale.

Si vorrebbe sempre più flessibilità, per scoprire nuove frontiere in ambito tecnologico che consentano di migliorare la vita quotidiana. Il tecnologo deve dare servizi, l’utente li utilizza. La flessibilità ci obbliga a spingere la nostra architettura verso nuove opportunità e verso la possibilità di essere modificata con facilità.

La collaborazione e la comunicazione tra un’azienda tecnologica, come Equinix, e i propri clienti consente di raggiungere risultati vincenti e di evolvere più rapidamente.

A volte non vediamo cosa serve davvero a un cliente, pensiamo ci sia un limite oltre il quale l’evoluzione tecnologica non serve. C’è quindi un gap, una zona grigia di solito non coperta dalle aziende attive nel settore tecnologico. Il dialogo con i clienti permette di superare queste mancanze, di arrivare oltre a quanto si è immaginato, soddisfando le esigenze di innovazione degli utenti.

Creare un ecosistema con partner e clienti, che si scambiano le proprie opinioni, è fondamentale per lavorare bene. Conoscere le esigenze del mercato, capire quali sono gli obiettivi strategici da raggiungere consente di trovare con minor difficoltà la soluzione più adatta. Nel caso di Equinix siamo molto aiutati dal nostro Lab, che impegna oltre 800 persone in area ricerca e sviluppo per concretizzare il data center del futuro, un data center sempre più evoluto, che potrà contare anche su servizi digitali complementari.

Vogliamo evitare di realizzare soluzioni innovative belle ma inutili. Il nostro obiettivo è proporre soluzioni davvero interessanti per gli utenti. Anche la valorizzazione di market place favorisce lo scambio di idee tra le persone, la valorizzazione di servizi sviluppati in altri Paesi e di managed services interconnessi.

Un esempio di successo, nato dalla collaborazione tra due aziende, è rappresentato dal sistema di cavi sottomarini ad alta capacità tra Europa e America Latina, che ha coinvolto Equinix ed EllaLink e ha portato a grandi miglioramenti in termini di connettività. Molta attenzione è posta anche sulla sicurezza.

La co-innovation è la nostra mission principale e coinvolge, ancora una volta, i nostri clienti. Non solo riguarda la tecnologia, ma anche la qualificazione dell’intera filiera e l’ecosostenibilità.

Si è creata l’esigenza di una maggiore innovazione in aziende di diverso genere, dal settore finanziario a quello del gaming, realtà molto diverse tra loro che richiedono però cura nell’esperienza del cliente, nella riservatezza e conservazione del dato, nel gestire una grande quantità di informazioni e nel favorire l’interazione in tempo reale tra gli utenti.

La co-innovazione, dal mio punto di vista, è un’esperienza di importanza primaria, che favorisce la collaborazione tra realtà che hanno a volte obiettivi divergenti, ma che riescono a risolvere problematiche comuni. Nella Comunità Europea, per esempio, stiamo lavorando anche con aziende competitor per sviluppare maggiore sostenibilità e risparmio energetico.

Office Automation è il periodico di comunicazione, edito da Soiel International in versione cartacea e on-line, dedicato ai temi dell’ICT e delle soluzioni per il digitale.


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