La sicurezza è un framework di soluzioni

L’opinione di Marco Giusti, major account executive di Akamai

Secondo Forrester Research il termine Zero Trust, di grande attualità, va inteso non come una singola tecnologia ma come un framework che può includere una gamma di soluzioni e best practice diverse, tutte incentrate sulla verifica dell’identità. Da anni Akamai ha sposato questa visione, che implica un controllo costante e granulare di tutti i tentativi di accesso, senza mai considerarli automaticamente attendibili, a prescindere dalle precauzioni messe in atto. Il GDPR ha avuto il merito di portare all’attenzione dei vertici aziendali questi temi, ben noti a CIO e Ciso. Sono finiti, insomma, i tempi in cui gli esperti di sicurezza erano visti come allarmisti, e l’attenzione nei confronti dei rapporti che periodicamente fanno il punto della situazione, come lo Stato di Internet – Security (SOTI) pubblicato periodicamente da Akamai, è sempre più alta.  

Non va bene l’approccio ‘one fit all’ 

Phishing, attacchi mirati nei confronti dei cloud provider, attacco al traffico API, botnet in grado di eludere le tecnologie di rilevamento tradizionali sono solo alcune delle vulnerabilità che continuano a mietere vittime e che bisogna contrastare, in base al livello di maturità di ogni singola azienda. Se in alcuni casi è ancora necessario sottolineare l’importanza di configurare correttamente i device, sempre più spesso è opportuno adottare sistemi di difesa di livello 7, preposti alla difesa degli applicativi. Non esiste una soluzione valida per tutti, in tutte le circostanze.

Bisogna ascoltare attentamente le esigenze di ogni singola azienda, analizzare il contesto in cui opera e gli strumenti utilizzati, per poi disegnare un percorso che andrà costantemente monitorato perché le tecniche di attacco sono in continua evoluzione e le barriere messe in atto oggi domani potrebbero non essere più sufficienti.  

Come percepire il valore della sicurezza 

Le soluzioni che integrano tecnologie di automazione spinta, come machine learning e intelligenza artificiale, che anche Akamai ha da tempo sviluppato, rappresentano un valido aiuto, soprattutto se servono a rendere interoperabili sistemi sino a ieri confinati in silos autoreferenziali. Solo attraverso una visione globale delle soluzioni di sicurezza adottate all’interno dell’azienda, validate da report che ne mostrano l’efficienza e l’efficacia, se ne potrà far percepire il reale valore. Non è un percorso semplice. Servono tecnologie sempre allo stato dell’arte portate sul mercato da operatori di canale altamente qualificati come quelli che affiancano Akamai, che seguono percorsi di formazione e certificazione molto impegnativi. 

Appuntamento a domani con Denis Cassinerio, regional sales director di Bitdefender


A cura della redazione

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