Palo Alto Networks, come cambia il cyber crime

Smart working, cloud, 5G. Questi i temi al centro delle predictions della società per il 2021, anno in cui potrebbero palesarsi nuove minacce per la sicurezza aziendale legate al lavoro da remoto.

“Gli attacchi sono in continua evoluzione, aumentano in termini di numero e forza, rendendo più difficile la protezione aziendale”. Mauro Palmigiani, country manager per l’Italia di Palo Alto Networks, e Umberto Pirovano, manager systems engineering dell’azienda, hanno presentato così le ‘predictions’ della società in ambito cybersecurity per il 2021.

Mauro Palmigiani, country manager per l’Italia di Palo Alto Networks

Le tendenze

Il quadro disegnato da Palo Alto Networks vede un aumento del rischio consumer connesso al lavoro da remoto, sia per un maggior numero di dispositivi non business che si connettono alla rete che per i possibili errori del dipendente che opera da casa. A questo si aggiunge un incremento di frodi realizzate dai cyber criminali sfruttando il periodo finanziario difficile legato alla pandemia e di attacchi basati su processi touchless sempre più utilizzati.
Se il 5G non è stato al primo posto tra le priorità delle aziende nel 2020, questo “sarà l'anno in cui vedremo i criminali informatici sondare davvero questo terreno, poiché entro il 2022, secondo i dati di un’indagine svolta dall’Enea, più di un terzo degli operatori disporrà di reti 5G in Europa”, ha sottolineato Palo Alto Networks evidenziando come in parallelo potrebbe registrarsi un numero maggiore di incidenti nel cloud, legati alla veloce migrazione dei processi di questi mesi, e i team SOC si troveranno a lottare con un nuovo ambiente di lavoro e un aumento dei workload.

L'attualità

Nel 2021 i cyber criminali continueranno inoltre a sfruttare temi di attualità, come il Covid-19 e la Brexit, per le loro campagne di compromissione, e “il passaggio a una distribuzione delle connessioni Internet locali rischierà di limitare le implementazioni allo strato logico di rete, non considerando nel suo insieme i problemi di sicurezza cui gli utenti sono esposti quando accedono a risorse distribuite in SaaS”.
Sempre nel 2021 si assisterà però a una standardizzazione e qualificazione delle soluzioni SaaS, previste dal piano delineato da Agid al quale Palo Alto Networks ha aderito, affinché le Pubbliche Amministrazioni possano adottare servizi cloud omogenei e di qualità, sviluppati e forniti secondo criteri minimi di affidabilità e sicurezza considerati necessari per i servizi digitali pubblici. “In questo scenario, Palo Alto Networks continua a operare per garantire soluzioni di eccellenza tecnologica al mercato in linea con le nuove esigenze delle aziende, forti di una strategia e di investimenti mirati condotti negli anni che ci consentono di soddisfare al meglio i nostri clienti”, ha concluso Palmigiani.


Vincenzo Virgilio

Giornalista pubblicista, laureato in Scienze Politiche, dal 2005 ha scritto per diverse testate e ha svolto attività di ufficio stampa e comunicazione nella pubblica amministrazio...

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